In futuro le CPU potranno essere raffreddate con l’ausilio di nanotubi in carbonio

Il maggior problema che affligge i processori odierni è il surriscaldamento dovuto alla sopportazione dell’elevata frequenza di clock. Alcuni ricercatori americani, hanno trovato un modo per ottimizzare un sistema di raffreddamento più efficiente del classico dissipatore: i nanotubi in carbonio.

I nanotubi in carbonio non hanno ancora trovato spazio nel mercato per il semplice fatto che non si riusciva a trovare il legame adatto tra questo materiale il metallo del processore per assicurarsi uno scambio di calore ideale e per superare quindi l’efficacia dei dissipatori attualmente in commercio. Ebbene, i ricercatori del Lawrence Berkeley National in collaborazione con Intel, hanno trovato una soluzione a questo problema: senza entrare in particolari chimici (che personalmente non conosco ma che i lettori interessati possono trovare a questa pagina), si tratta di un composto organico (una sorta di pasta termica) che, applicato tra la CPU e i nanotubi, consente un maggiore scambio termico e quindi di raffreddare maggiormente il processore. Attualmente il processore top della gamma Intel (Intel® Core™ i7-4960HQ) arriva ad una frequenza di clock pari a 3.8 GHz; a quanto arriveranno con una migliore gestione termica?

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